Non c'era solo il vento da ascoltare, nel posto delle fragole. C'erano anche un sacco di cose da fare.
Gli ometti non hanno smesso di correre un attimo, dietro i due cani della fattoria, o certe volte i cani dietro loro. E l'enorme prato fra la fattoria e il laghetto con la sauna gli faceva brillare gli occhi, un teatro di corse e giochi da fiaba. E poi la buca con la sabbia, il rastrello e le formine. E infine il laghetto, che per l'ometto grande era una irresistibile tentazione, e non faceva altro che spogliarsi e infilarcisi dentro.
Pur passando la maggior parte del tempo a correre dietro agli ometti, abbiamo avuto pure noi le nostre ricompense.
Una tavolata di lèttoni riuniti insieme a mangiare e bere è ogni volta una grande avventura. Specie se il pranzo si apre con un buon bicchierino di vodka ucraina per poi proseguire con birra e altri liquori, ad annaffiare un buon piatto di sasliki (carne cotta sulla brace dopo essere stata una giornata intera immersa in olio, limone, aceto e una quantita' considerevole di spezie), cetrioli in salamoia (indispensabili per berci sopra la vodka), patate bagnate con una salsa a base di panna, vari tipi di formaggi alle erbe.
Se poi uno sopravvive alle tre quattro ore del pranzo, lo attende la sauna. Ogni buon proprietario di casa di campagna in Lettonia, come nel resto dell'Europa nord orientale, ha costruito nella sua proprietà una sauna, una casetta di legno, meglio se vicino ad uno specchio d'acqua, dove c'è la camera con la sauna. Si entra una prima volta per una decina di minuti, e ogni tanto si butta l'acqua su un grande cesto di pietre roventi, a diretto contatto con la stufa a legno. Il vapore che si sprigiona, e raggiunge l'alto (dove i coraggiosi si siedono, sulla panca in alto vicino al soffitto, e io ho fatto il coraggioso), ti investe con tutto il suo calore. La stanza raggiunge una temperatura media di 70, 80 gradi. Poi si esce, ci si tuffa nel laghetto (quando è inverno si va sulla neve invece), poi si torna in sauna, in tutto tre volte di fila. La prova massima nella sauna è poi battersi il corpo con rami fogliosi di betulla bagnati, per aumentare l'effetto vapore e il calore. Una cosa indicibile, fra l'inferno e il paradiso.
Si esce alla fine con tre o quattro strati di pelle in meno e con una sensazione di benessere e di beatitudine unico. Non sto a dire che poi, fuori dalla sauna, volendo c'è ancora un altro bicchierino di vodka e cetrioli in salamoia che attendono. Io già al secondo riesco a parlare lèttone che è una meraviglia.

4 commenti:
Ecco, io la sauna proprio no, ci rimarrei morta stecchita.
Credo che per queste cose non ci devono essere problemi di pressione di alcun tipo, non è così?
(Però certo, se basta una sauna e una vodka per imparare una lingua, quasi quasi un pensierino ce lo faccio anche io :-)
Da queste parti mi sa che non si pongono problemi di pressione, pero' in effetti...
Ma la sauna e' un'abitudine talmente popolare qui, a Riga ci sono saune pubbliche dappertutto, anche per chi non ne ha una sua in campagna.
Diciamo che poi vodka e sauna aiutano a sciogliere la lingua, si.. :-)
Beh, non se li pongono finchè qualcuno/a non schiatta perchè magari aveva problemi cardiovascolari .
E poi, magari non se li pongono nemmeno dopo e si limitano a dire: "porello/a, non ci aveva la tempra".
^__^
Mi hai fatto ricordare --- tra parentesi --- la bellissima scena dell' Oblomov (sia il libro che il film di Michalkov) in cui Oblomov sta nella sauna assieme e al suo grande amico Stoltz.... Ed è nella sauna, in effetti, che i due cominciano a parlarsi davvero.
Vabbè.
...La descrizione del tuo pranzo lettone (l'accento mettilo tu che io qui non ho idea di come si fa) mi ricorda tanti pranzi di qui in Terronia :-)
Roba che beh, so' belli e buoni, 'sti pranzi non c'è che dire, ma... una volta ogni par d'anni.
O no?!?!
Si questi pranzi/cene ricordano proprio quelli del nostro meridione, in quanto a durata, abbondanza, e rumore. Sapessi quanto cantano a tavola i lettoni...
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