Una degli effetti infine positivi della grande crisi economica che sta strozzando la Lettonia si trova dentro la tazza che ho accanto a me adesso. E' una tazza di latte denso, cremoso e grasso. E' stato appena munto e pastorizzato e ha un sapore cosi' naturale e pieno come non lo ricordavo dalla mia infanzia valdarnese.
I piccoli proprietari terrieri con la crisi che sta paralizzando tutta l'economia lettone, non riescono piu' a vendere i loro prodotti alle grandi reti distributive, che si affidano ormai solo alle grandi aziende agricole. Cosi' e' cresciuto piu' di sempre il piccolo commercio porta a porta, il contadino o piccolo produttore che prende il camioncino e gira per le strade a vendere la frutta, la verdura, ma soprattutto latte e prodotti derivati. Per frutta e verdura infatti ogni famiglia lettone cerca di arrangiarsi da se', molti hanno orti in cui coltivano gli ortaggi per il proprio consumo. E' un'abitudine storica da queste parti, una famiglia senza orto e' come una casa a cui manca il tetto.
Ma adesso che i prezzi sono sempre piu' alti, i salari e le pensioni tagliati di continuo, la disoccupazione ai massimi livelli, molte famiglie si arrangiano come possono. E questi piccoli proprietari terrieri che arrivano sotto casa, nei quartieri popolari, nelle case di campagna, a vendere il loro burro, il latte, i formaggi al cumino e alle erbe, sono i benvenuti.
Gli ometti non hanno mai bevuto un latte piu' buono e saporoso di questo. E il burro che spalmavo sul pane nero ieri sera era qualcosa di vivo e fragrante.
La filiera corta, quelle che in Italia si diffonde piano e con circospezione, come una moda da buone pratiche alimentari, qui in Lettonia e' vita di ogni giorno. E si chiama sopravvivenza.
lunedì 10 agosto 2009
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5 commenti:
Sto leggendo un libro "Il bambino senza nome". Racconta la storia di un bambino "adottato" dai soldati lettoni durante l'ultima guerra. Vi sono descritti i posti dove lui è stato... mi sta prendendo molto questo libro e capitare nel tuo blog dove sono descritti i posti dove lui è stato, descritti oggi, da te, mi ha fatto un certo effetto...
Bel blog!
Ciao.
Paola
Solo per dirti qui, nel tuo blog, che ti leggo ogni giorno.
Che i tuoi post sono splendidi, che ti leggo sempre, che hai una grande capacità di scrittura l'ho detto e ridetto sempre ma sempre e (quasi) sempre solo nel mio blog.
Voglio ripeterle, queste cose, anche qui.
... E ora non mi fare schiattare troppo dal'invidia, con tutta 'sta Lettonia, eh?
(Per la serie: "lui è lì ed io sono quiiii?!?! Ohibo'!!!")
Ciao Paola, e benvenuta da queste parti. Non conoscevo il libro di cui parli, ma di certo lo leggero' con grande interesse. Dunque, grazie per l'indicazione! :-)
Gabrilu, che dirti, le cose che mi scrivi sono cosi' belle e gratificanti per me, soprattutto sapendo da chi vengono. Per me il tuo blog e' una delle principali fonti di ispirazione per le mie letture. A proposito, mi sono letto un Nabokov proprio in questi giorni lettoni, te ne parlero'.. :-)
Sai che la moglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Alessandra Wolf Stomersee, era una lettone, e che il sicilianissimo ma cosmopolita Tomasi amava molto la Lettonia, in cui andò più volte prima che poi (noti eventi politici sopravvenienti) non fu più più possibile farlo?
Se tutto questo lo sai già dimmi ok, se non lo sai magari un giorno o l'altro approfondisco.
Ciao :-)
No davvero non sapevo! E come immagini sarei curiorissimo di saperne di piu'... Una cosa sorprendente.
Ma se non ricordo male, mi pare di aver visto qualche anno fa in qualche libreria di Riga "Il Gattopardo" in versione lettone. Devo guardare nel catalogo della Biblioteca nazionale lettone...
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