giovedì 31 dicembre 2009

Cose da serbare nell'angolo rosso

La prima neve dell'anno, nei piccoli guanti dell'ometto, a Riga. E nonna Ilga che gli mostra come si fa un pupazzo di neve.
La colombaia del ragazzino ebreo nella Odessa dei pogrom e tutte le storie della Moldovanka di Babel'.
La prima volta che Daniele mi ha chiamato "tetis". E ogni volta ancora, da allora.
L'Užavas chiara e i crostini di pane nero che ci gustavamo in Livu Laukums, in una sera d'agosto.
Il suono del vento che attraversava le infinite pianure di Dobele. E quel verde irripetibile, e i campi bronzei di stoppie, e la sauna bollente. Quel cielo altissimo, di un azzurro irreale.
La storia d'amore che abbiamo visto sbocciare di fronte a noi, fra parole francesi che si sussurravano miele.
I racconti di Cechov, che mi porto sempre dietro.
I bicchieri di Mandorlo e i finger foods dell'Aqaba.
I giorni passati con Kristine a casa nostra. Le serate in terrazza a guardare il tappeto di luci sotto a noi.
Gli ometti in pigiama la sera che costruiscono il puzzle insieme, sopra il tappeto grande.
Le aurore boreali che Florenskij descriveva a suo figlio, nelle lettere scritte dal lager delle Solovki.
Quel libro inarrivabile che è "Vita e Destino".
Le serate con gli amici a casa di Gabriella.
La voce d'angelo di Antony, in un piccolo teatro, una sera indimenticabile di fine marzo.
La nuova libreria, le tazze fumanti di tè alla menta, le volte che gli sguardi si incontrano.
E poi tutti i desideri che ci siamo lasciati per gli anni a venire.
Tu ed io.

martedì 29 dicembre 2009

Preparativi

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A Riga hanno speso 450 mila lats (circa 750 mila euro) per illuminare con giochi di luci la città vecchia per capodanno. I maligni dicono che il sindaco filo russo non ha fatto in tempo a completare l'illuminazione per il 25 dicembre, ma sufficientemente in tempo per il natale russo del 7 gennaio.
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giovedì 24 dicembre 2009

Sera di festa

Fiocchi di neve lucente volteggiano in aria,
dall'alta torre risuona una dolce canzone:
tutti i volti felici, e belli.
Un panorama di fuochi avvampa le strade.
Nascosto dietro un ampio cortile recintato,
oltre il quale, fra gli alberi, brilla la luce di una casa,
un ragazzo cencioso, se ne sta solo, e guarda,
le mani nude, il caldo respiro.

Ecco lassù, da una finestra al secondo piano,
canti e musiche dolci al lume di una candela,
china in mezzo a dei bambini sta la guancia
di un nonno nella bianca tonaca di natale.
E dietro il recinto di ferro, e freddo,
da dove la casa, fra gli alberi, appena si scorge,
un ragazzo cencioso se ne sta sulla strada bianca,
le mani nude, il caldo respiro.

Poesia di Janis Ziemelnieks
(poveramente tradotta qui dal titolare del blog)

domenica 20 dicembre 2009

Frammento d'inverno

Sembrava una traccia, un fiocco candido che percorre un sentiero infinito.
La sensazione di stare in un altrove di fuochi spenti e erba umida, di neve che cade pigra come un'abitudine. Densa e grassa sulla terra nera.
Un alone di luce bianca che si alza dai campi la sera, carezze di luna sui cristalli silenziosi.
E poi un canto di bambini dall'orizzonte lontano, sulla soglia di una casa illuminata.

giovedì 17 dicembre 2009

Neve

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Oggi gli ometti al loro risveglio hanno potuto vedere un po' di tetti imbiancati e un leggero strato di neve per la strada. Fatto inusuale dalle nostre parti.
Ma c'è sempre un posto dove nevica di più.
Noi giusto speriamo che quella neve lì rimanga fino al prossimo mese, quando andremo da quelle parti.

Foto da Diena.lv

domenica 13 dicembre 2009

Piparkukas

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Nella nostra cucina sono riapparsi, come ogni dicembre, i profumi di cannella, zenzero, cardamomo, miele, chiodi di garofano. Gli ometti che "aiutano" la mamma a stendere l'impasto, le formine per tagliare la pasta a forma di stella, coniglietto, albero di natale, il forno caldo, i biscotti che escono fragranti.
E poi Daniele, che su Skype, mostra alla nonna lèttone che ci guarda da Riga, il biscotto a forma di coniglietto che ha appena fatto.
Un sabato pomeriggio in cui non mancava niente, tranne la neve.

sabato 12 dicembre 2009

La libreria dei sogni

A Firenze è appena nata una libreria, ha aperto ieri in via de' Servi. E' un piccolo gioiello.
Ora immaginate un ambiente semplice, sobriamente elegante. Scaffali fitti e alti fino al soffitto, di un legno dipinto di giallo tenue. Libri nuovi, vecchi, edizioni ormai quasi introvabili, arte, storia, letteratura.
Una libreria che sembra una biblioteca, senza gadgets alle casse, senza bestsellers in evidenza. C'era persino la prima edizione dei racconti di Cechov, del Vallecchi.
Io mi sono portato via roba che non si trova nelle grandi catene di distribuzione. Un Saltykov - Ščedrin, il "Colombo d'argento" di Andrej Belyj, e "Le dodici sedie" di Il'f e Petrov. Roba che neanche pensavo esistesse in edizione italiana. C'era persino un volume vecchissimo di un libro di Ehrenburg, e i "Senilia" di Turgenev.
FirenzeLibri è nata da una costola della Libreria Chiari, che era una libreria specializzata in vecchie edizioni di libri rari e fuori produzione. Io qualche anno fa ci trovai i due volumi della Storia della Russia di Gitermann. E adesso che hanno tirato fuori dal cilindro questo tesoro di libreria, una via di mezzo fra la grande libreria e la bottega antiquaria, ho ritrovato un motivo per fare ogni tanto un salto in centro a Firenze.

martedì 8 dicembre 2009

Scempiaggini

Scempiaggini! come dice il perfido Scrooge e come continua a ripetere l'ometto, dopo che abbiamo visto al cinema "A Christmas carol".
Un film quasi più per adulti che per bambini, ma davvero godibile e con meraviglie di effetti visivi.
Nei momenti più paurosi, e ce n'erano diversi, l'ometto si parava gli occhi con il contenitore dei pop corn.
L'anno scorso per Madagascar l'ometto aveva resistito per mezzora, poi la noia l'aveva vinto. Quest'anno siamo riusciti a vedere il film per intero. Un passo avanti, direi.

venerdì 4 dicembre 2009

L'asilo di Pistoia

L'asilo di Pistoia è un pugno terribile nello stomaco. Ci getta in faccia la fragilità dell'innocenza, quando noi pensavamo che quell'innocenza, quella di piccolissime, indifese, tenerissime creature fosse l'ultimo, solido baluardo di fronte alla crudeltà del mondo adulto.
Pensavamo che nel nostro mondo, a pochi chilometri da casa nostra, nei nostri luoghi, lì ci si fermasse. Pensavamo che in quei luoghi dove le nostre piccole creature compiono i primi passi, lì non potesse entrare la violenza criminale degli adulti. Di fronte a quegli occhi puri, a quelli sguardi increduli, a quei corpicini inermi.
Poi a casa ti viene voglia di abbracciare una volta di più i tuoi ometti, con quella illusione di custodirgli ancora un po' di innocenza, prima che il mondo adulto e feroce li prenda per sè.

giovedì 3 dicembre 2009

Billy

Anche noi da qualche giorno siamo entrati nella grande famiglia dei possessori di una libreria Billy dell'Ikea.
C'è tutta questa sfilata di libri sugli scaffali in betulla che arriva fin quasi al soffitto e ci libera di un bel po' di spazio nel salotto. La disposizione è più o meno quella di prima. I russi su tutta una fila lunga, con uno scaffalino riservato agli emigré. Sopra la narrativa yiddish, Singer, Aleichem e compagnia, sotto i francesi, da Balzac e Hugo alla rive gauche.
Gli italiani in cima, su due file. Ai lati, un po' di narrativa ceca, e i baltici. E poi il sudamerica, e la letteratura anglosassone.
Nella fila in basso, quella più a portata di mano degli ometti, i puzzle di Winnie the Pooh, la scatola dei "migliori educativi" con il serpentone alfabetico, il Gatto con gli stivali e un po' di avventure di Giulio Coniglio.

martedì 1 dicembre 2009

Il paese dei balocchi

L'altro giorno l'ometto ha partecipato alla sua prima festa di compleanno. Finiva gli anni un suo compagno di scuola materna.
Ci siamo ritrovati in un enorme luna park al coperto, pieno di ogni tipo di giochi. E soprattutto di stormi di bambini vocianti che correvano da ogni parte. In realtà in quel pomeriggio c'erano almeno quattro o cinque compleanni insieme, tanto era grande quello spazio. Una specie di girone infernale.
L'ometto è rimasto per una mezzoretta del tutto spaesato, quasi incapace di realizzare dove fosse. I suoi amichetti erano più o meno sparsi per tutto quell'hangar dei divertimenti.
Poi piano piano si è riavuto, ma si è limitato a giocare con me a biliardino. Poi quando i compagni si sono riuniti per mangiare e festeggiare l'amico che compiva gli anni, si è finalmente sciolto.
Nel frattempo suo fratello piccolo sguazzava che era un piacere nelle vasche con le palline, divertendosi un mondo. E' un duro, lui.