
sabato 26 settembre 2009
Maneggiar libri

giovedì 24 settembre 2009
Il sole russo
Babel' cercava uno scrittore che sapesse descrivere il sole. Non si capacitava del fatto che tutti volessero descrivere le notti bianche, i fiocchi candidi che si disperdevano sulla Nevà, mentre virginali principessine soffiavano aria gelida dalle gote rosse, montando sulle carrozze dirette a teatro. Dov'era il sole, nelle pagine di Dostoevskij, dove in quelle di Turgenev? Mattini rugiadosi, il selciato grigio e freddo che calpesta Karamazov, ecco cosa trovava.
In Russia ne trovò solo uno, il suo contemporaneo Gor'kij, che però cantava il sole per contrapporlo al marciume della vecchia società zarista. Insomma, di politica si trattava.
Lui cercava qualcos'altro, un Maupassant russo insomma, qualcuno che venisse dalle steppe assolate e soffocanti, che avesse negli occhi i riflessi del mar Nero, le signore bionde, morbide e generose, il dolce opprimente delle sere primaverili, il profumo acre delle acacie sotto la luna piena. Che poi raccontasse degli uomini d'aria, quei fannulloni che girano nei caffè a mendicare un rublo, e che vivono di niente, mentre nelle villette ridicoli borghesucci con i calzini bianchi se ne stavano stesi sui canapè.
Ecco, cercava uno scrittore così, cioè in fondo se stesso. E ne era ben consapevole, mentre ammiccava dalle pagine dei suoi racconti su Odessa. Un furfante bello e buono, come non se ne trovavano che nel giro di Benja Krik e della Moldovanka.
lunedì 21 settembre 2009
Far capolino
Che poi le cose rifioriscono sempre, in posti impensati, in momenti inattesi. Con quella semplice ostinazione, tipica delle giornate di fine estate, dopo uno scroscio di pioggia .Foto da Diena.lv
sabato 19 settembre 2009
Un soffio settembrino
mercoledì 16 settembre 2009
Tenere le distanze
"Mhm, si.."
"E poi cosa hai fatto? Hai disegnato? Hai fatto le costruzioni?"
"Mhm, si.... e poi... in giardino..."
"Ah, anche in giardino?"
"Eh si!"
"E dimmi un po', con chi ti piace di più giocare fra i tuoi compagni? Con Giulio F., o con Matteo, o con Giulio P.?"
"Mhmm....."
"Dai, non me lo dici con quale bambino ti piace più giocare?"
"Mhmm.... da solo!"
"Da solo? Come da solo?"
"Dai babbo, ora basta, non parliamo più dell'asilo.. facciamo questo puzzle che è meglio.."
martedì 15 settembre 2009
Quel soffitto rosa no...
L'aula dell'ometto è stata dipinta con un rosa tenero. La cosa non è stata apprezzata granché dalla mamma dell'ometto. L'aula arancione, colore preferito dall'ometto, è andata ai bambini più piccolini. Ci sono cose per le quali le mamme sviluppano sensibilità eccessive.
Insomma, ce ne faremo una ragione. Intanto l'ometto continua imperterrito a lacrimare, quando entra in classe.
domenica 13 settembre 2009
Prata Vetra
lunedì 7 settembre 2009
Debutto in società
giovedì 3 settembre 2009
Il sogno di Blaumanis

Lui sospirò. Appoggiò i gomiti sulle ginocchia e premette le mani sul viso impallidito.
"Sei triste", disse lei.
"No".
"Ma io lo vedo. Cos'hai?"
"Niente, niente", rispose lui e poi, senza più esitare: "Ecco, a dir la verità... non so... innanzi tutto.. ma no... sciocchezze... perché parlarne.."
"Innanzi tutto, cosa? Ma parla dunque!"
"Innanzi tutto... quando tu balli con lui... mi resta addosso un senso di dispiacere... e poi penso: era meglio se non venivo.."
In questi giorni sono alle prese con le frasi e i puntini di sospensione di Rudolfs Blaumanis. Lui è probabilmente lo scrittore lèttone più importante dell'800. Figlio di un cuoco e di una cameriera a servizio presso una casa padronale di campagna, per tutta la sua vita non volle avere una casa propria. Visse in case in affitto, alberghi, persino in edifici scolastici. La casa in cui nacque, a Braki, è stata in seguito trasformata in un museo a lui dedicato.
Giornalista, traduttore in lèttone di opere tedesche, fra cui il Faust di Goethe, critico teatrale, autore di feuilletton. E poi scrittore di opere teatrali, racconti, novelle. Il maggiore esponente del realismo lèttone del diciannovesimo secolo.
Nei suoi racconti sembra tutto sospeso, una specie di nuvola che resta in aria, fluttuante, mentre sotto scorrono momenti di vita quotidiana. La campagna, la vita rurale, i paesaggi, le atmosfere, i contorni. Si sente profumo di tiglio fra le sue pagine.
Per quanto ne so non esistono traduzioni in italiano delle sue opere. Il frammento qui sopra, e quello qua sotto, sono tratti da un suo breve racconto "Sogno", che mi sono provato a tradurre. Con tutti quei puntini di sospensione che gocciolano via, esitanti e sfuggenti come i personaggi che li attraversano.
Il ragazzo chinò il capo in avanti, bellissimo, e i suoi capelli quasi toccarono quelli di lei.
"Lasciami!" sussurrò lei. "Mio Dio... andiamo... andiamo.."
"Ancora un momento.... ecco ... ancora un momento" mormorò lui...
Ad un tratto nel giardino, fra i meli e i cespugli in fiore, risuonò la voce di una vecchia, che cantava:
Dormi beccaccia, dormi pernice, dormi falco.... - poi si interruppe, e disse: "Ilzit! Ilzit! Vieni!Il tuo fidanzato ti sta aspettando!"
Entrambi si alzarono e guardarono, con visi terrei come la morte, verso l'interno della casa.
Il sogno era finito.
martedì 1 settembre 2009
1° settembre

