venerdì 29 ottobre 2010

Rudens Vērmanes dārzā


L'autunno nel mio giardino preferito nel centro di Riga.

Fare la rivoluzione a novembre, a Firenze

Renzi sul Post presenta l'adunata ribelle con Civati e compagnia a Firenze la prossima settimana.

"Ci hanno detto che siamo sfasciacarrozze e pierini, giovanotti e maleducati: noi abbiamo solo chiesto il rispetto di quella norma maleducata dello Statuto del Pd che dice che dopo tre mandati si va a casa. Vorrà dire che lo chiederemo per piacere “Scusi, cortesemente, potrebbe rispettare le regole e lasciare quello scranno dopo qualche decennio?”
Non abbiamo grandi ambizioni, insomma. Vogliamo solo fare la rivoluzione. E vogliamo farla con il sorriso sulle labbra di chi vuole bene alla politica e si ritiene umiliato quando ne calpestano la dignità. Meritiamo di più dello squallore di questi anni: tocca anche a noi provare a cambiare la rotta, mettendoci faccia e cuore."

Io al PD non ci credo più. Però mi fanno simpatia. Auguri di cuore, col sorriso sulle labbra.

martedì 26 ottobre 2010

Quando muore una poetessa

Ci facciamo vecchi. E le fiabe vengono a noi
come un gregge una luce segue in lontananza.
E simili a noi sono i nostri canti:
gravi e tristi.


E' morta ieri Vesna Parun, la più grande poetessa croata.
Io l'ho conosciuta grazie a Jacqueline Spaccini, la sua traduttrice italiana. Ha scritto poesie bellissime. Il frammento che ho messo qui sopra è tratto dalla poesia "Per tutto ha colpa la nostra infanzia", che Jacqueline ieri ha pubblicato nel suo blog di critica letteraria, dove si possono trovare altre poesie della Parun.

Io vorrei mettere qui un'altra testimonianza che Jacqueline scrisse tempo fa nel suo blog, sul suo incontro con Vesna Parun a Zagabria, che mi è sempre parsa bellissima e che spesso vado a rileggere. (nelle pagine del suo blog ci sono anche bellissime foto di Zagabria)

"Un giorno presi coraggio: bussai a lungo alla sua porta e suonai al suo campanello. Niente.
Non so se Vesna fosse assente o se fingesse di esserlo. Fatto sta che nessuno rispose. Allora me ne andai, non senza aver prima incastrato una lettera scritta da me nello stipite verde della sua porta.
Mi telefonò qualche giorno dopo, guardinga, un po' sospettosa, per fissare un appuntamento. Il luogo prescelto doveva essere una no man's land, la sala di lettura della médiathèque dell'Institut Culturel Français, all'angolo della Preradoviceva.
Portai un'orchidea bianca, sperando che un fiore, offerto da una donna a un'altra donna, potesse rassicurarla sulle mie intenzioni. Non vidi la bellissima donna raffigurata nelle pagine di una delle sue raccolte poetiche più belle, Ukleti dažd.
Mi si fece incontro un'anziana signora al contrario, alta e appesantita, con una sciarpa a proteggere dalla vista altrui una malattia che le deformava il collo. Ma la passione che ha contraddistinto la vita di donna e di poeta di Vesna Parun (classe 1922) ne illuminava ancora gli occhi. Il suo incipit mi parve senza appello: Le concederò al massimo mezz'ora e non rilascerò nessuna intervista.
Ma, per davvero, io non volevo un'intervista da lei. Volevo "succhiarle" di dosso qualcosa per poter meglio tradurre una manciata di sue poesie.
E l'orchidea deve poi aver compiuto un piccolo miracolo.

Restammo a parlare per cinque ore di seguito, prima in biblioteca poi nel chiuso di un ristorantino lì vicino, mentre lei assaggiava un piatto di verdura fritta e io stavo ad ascoltarla con solo una birra davanti.
Quando la riaccompagnai a casa, un tizio a bordo di una vettura sportiva si divertì a rasentare sprezzantemente la mia auto che sostava nel piazzale di Vite Velebita.

Ho continuato a scrivere a Vesna, senza poterla rivedere. Chissà forse un giorno ritroveranno le mie lettere in uno dei suoi famosi sacchi di plastica neri, quelli che lei dice di conservare perché anche i topi che infestano la sua casa debbono pur campare.
L'intervista non l'ho mai fatta. Il libro con traduzioni mie delle poesie sue, l'ho pubblicato.
Mi fu detto che ne era contenta."

Jacqueline Spaccini

lunedì 25 ottobre 2010

Eiropa, mūs nesapratīs

L'Europa non ci capisce.

I lèttoni lo dicono spesso, molte volte con ragione, altre volte meno.
Intanto una precisazione, quello che vedete nella foto accanto, non vi inganni l'aspetto, è un politologo (da noi in genere portano meno anelli). Si chiama Maris Zanders.
In un suo recente articolo su Diena afferma l'utilità per il prossimo governo che Dombrovskis, vincitore delle recenti elezioni, formerà ai primi di novembre, di avere nella coalizione il partito di Visu Latvijai, i radicali nazionalisti lèttoni.
Zanders sostiene che in fondo in occidente ci sono stati molti casi di forze di governo con spiccati accenti nazionalisti, xenofobi e fondamentalisti. Cita come esempio anche la volta in cui Calderoli, attuale ministro del governo italiano, portò a spasso dei maiali sul luogo dove sarebbe dovuta sorgere una moschea (e quanti altri episodi gli avremmo potuto suggerire noi..). Ma non è che si possa giustificare la presenza di una forza radicale e fortemente orientata su posizioni di rivalsa e emarginazione nei confronti della minoranza russofona, sulla base della considerazione che da altre parti nell'europa occidentale e illuminata si fa di peggio. In Europa e soprattutto in Russia sono già pronti ad azzannare una Lettonia con un governo in cui siano presenti forze nazionaliste con posizioni estremistiche.
Fatto è che Dombrovskis parrebbe orientato a fare a meno di Visu Latvijai nel suo futuro governo, cosa che a mio parere è giusta, anche se potrà contare su una maggioranza parlamentare meno estesa nei numeri.
Non essendo riuscito a allargare la coalizione al partito filorusso di SC, in vista di quel processo di pacificazione nazionale che era negli obiettivi di Vienotiba all'indomani della vittoria elettorale, accogliere una forza radicale e nazionalista come Visu Latvijai nella maggioranza rischierebbe di spostare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale sulle posizioni estremistiche di VL e all'interno di scavare un solco troppo profondo con la minoranza russofona del paese.
E allora si che l'Europa non li capirebbe.


Fenomenologia di Uolter

Io ormai aspetto che esca un'intervista a Walter Veltroni (e negli ultimi tempi è successo spesso, ieri ne è uscita una sul Corriere), solo per leggere il commento che ne fa Bordone.
Un mito Matteo Bordone in questo campo, il vero esegeta dello spicciolismo sociologico walteriano, quello del piatto di grano, degli angeli del fango, di Coppi e Bartali.
La foto di Bob Kennedy alla rovescia poi ormai è un must.

"L’intervista è delle sue, ma della sottocategoria oracolare detta “Tiresia”, tipo guarda come stiamo messi, se non si interviene, io lo dico, qua succede il disastro. Non ci sono menate interne al PD, ma foschi presagi generali. Cazzullo, che ormai ha con Veltroni un rapporto da biografo ufficiale, fa domande come «Secondo lei, Walter Veltroni?», che brilla per incisività; oppure «La paura non è causata anche dalla crisi mondiale?», che è come dire sì dai, un po’ di quella tua sociologia spiccia che tanto ci piace; segue «Di chi è la colpa? Certo non solo della destra» che trovo quasi sensuale; e la quarta domanda è «La televisione come la trova?», ovvero un modo molto chiaro di manifestare la cupio dissolvi di Cazzullo, la voglia masochistica di ricevere un arpione nel petto, essere trascinato nella grotta, stare in balia del drago per una notte intera." (via FreddyNietzsche)

venerdì 22 ottobre 2010

Gara gara diena

Prāta vētra skapis...


I Prāta vētra presentano il loro Best of degli anni dal 2000 al 2010. Le loro consuete cose semplici, per presentare il nuovo album: un negozio, una piccolo armadio dove mettere i loro cd, alcuni abiti, guanti, piccole cose della loro storia, che è anche la nostra. E poi un piccolo concerto acustico.
Canzoni che hanno fatto parte della colonna sonora di casa nostra. Che ci appartengono, come le cose migliori che teniamo nell'armadio di casa.

giovedì 21 ottobre 2010

L'ultimo sorriso della sera

Leggere ieri sera con l'ometto grande le storie di Dragone e il gatto e di Bruno lo Zozzo, e poi vederlo stendersi piano piano sul divano, e socchiudere gli occhi nell'assopirsi dolcemente, con un sorriso che lentamente si stacca dalle labbra e vola in aria.
Chissà, forse ad acchiappare Bruno lo Zozzo e il suo amico maialino, oppure seguire Dragone alla ricerca del gatto.
Poi prenderlo in braccio e portarlo a letto. Sembra che non pesi neanche più, proprio come un sorriso.

domenica 17 ottobre 2010

Una mattina col profumo di torta

La mattina che entra fra le lenzuola con il profumo della torta allo yogurt che la mamma degli ometti sta preparando in cucina.
E l'ometto grande che sul lettone col babbo si sveglia annusando l'odore di buono, chiedendo se la mamma stia preparando la torta di castagne. Quella no, gli dico, quella la prepara solo Walter la Volpe.
E allora apriamo il libro ed entriamo nel bosco alla ricerca dell'albero grande dove Walter ha casa e prepara torte di castagne fantastiche per i suoi amici del bosco. E l'ometto che disegna in aria col dito la scala per raggiungere la casa sull'albero, mentre quello piccolo confessa la sua "parura" nel salirci sopra.
E poi un soffio profumato di torta appena uscita dal forno ci guida tutti e tre in cucina. La radio lèttone suona canzoni di Kalnins e musica schlager, la tazza fumante di tè alla menta, il mio caffe.
E poi tutti insieme a guardare dentro la coccinella salvadanaio e contare quanti soldini mancano per comprare il gioco dei Teletubbies che gli ometti ci chiedono con insistenza da giorni. Ci sono due euro e venti centesimi, con l'ometto che si fruga le tasche e ripete il mio commento che facevo sottovoce per non farmi sentire: "C'è rimasto male".
Una domenica mattina che scivola via così, con dolcezza e indolenza, come il profumo della torta fra gli spiragli della finestra.

giovedì 14 ottobre 2010

я не понимаю по-латышски

Tanto per capire di cosa si parla, quando si discute l'argomento dell'integrazione linguistica della comunità russa in Lettonia, ieri è venuta fuori la notizia che quattro deputati del nuovo parlamento lèttone, che il prossimo 2 novembre inaugurerà i suoi lavori, hanno una conoscenza del lèttone definita da loro stessi mediocre e colloquiale.
Insomma, nel punto del questionario "conoscenza della lingua lèttone", hanno messo la loro crocetta nella casellina "scarsa". In fondo se ne può fare a meno di conoscere bene il lèttone, quando sei un deputato del Parlamento lèttone.
Sono membri di Saskanas Centrs, il partito filorusso che con 29 deputati è la seconda forza parlamentare del paese.

Ja ne ponimayu po Latyishki - Non capisco il lettone... (nel titolo)

lunedì 11 ottobre 2010

Ziedonis e il premio Astrid Lindgren

Al tempo in cui i castagni si riempiono di candele*, una farfalla venne e chiese a chi appartenesse quel castello.
Io le dissi: quello è il castello della primavera, forse presto brucerà.

Ah, disse la farfalla, allora finché non brucerà, potremo farne la nostra dimora.
Io le dissi: ma quando brucerà, resterà solo cenere.

E con questo? rispose la farfalla. Tutti questi colori che ora brillano sulle nostre ali, sono già cenere del castello che brucerà.

Imants Ziedonis (traduzione mia)

Imants Ziedonis, uno dei maggiori poeti e narratori lèttoni viventi, è stato candidato al premio internazionale "Astrid Lindgren", per la letteratura per bambini per il 2011.
E' una cosa normale in Lettonia, che i maggiori poeti e narratori, così come i grandi compositori, penso ad esempio a Imants Kalnins, dedichino una particolare attenzione a comporre lavori destinati al pubblico dei più piccoli.
Se penso alle favole, alle storie per bambini in cartoni animati tratte dai racconti di scrittori e poeti lèttoni illustri, accompagnate dalle musiche di Kalnins, mi sembra che il livello del prodotto che ne viene fuori sia molto alto. Una cosa non da poco quando si parla di cultura e arte per bambini.

* Quando i castagni sono in fiore, in Lettonia si dice che fioriscano candele, data la somiglianza dei fiori di castagno alle candele.

domenica 10 ottobre 2010

Thank you for your love

E intanto Antony è tornato da David Lettermann per presentare il suo nuovo album "Swanlights", che uscirà domani.
"Thank you for your love", brano che anticipa l'uscita dell'album, è già uscito a fine agosto. Lo ascoltavamo la prima volta a Riga a casa di una coppia di nostri amici, davanti ad un'insalata di feta, panini con salamini affumicati e due bassotti giocherelloni che ci saltavano addosso sul divano.
Gli album di Antony e le serate con Laila e Andris, sono fra le cose che ci teniamo care nella vita.

venerdì 8 ottobre 2010

Vi ho mai raccontato di quel tipo lì..

Ma poi vi ho mai parlato sul serio di Imants Kalniņš? Di quell'elfo della foresta che si inventa melodie celesti, di quel pifferaio magico che chiama a raccolta gnomi e ragazze silvestri col capo cinto da corone di fiori e le fa danzare intorno ai fuochi?
Una tremenda mancanza, in un blog che sproloquia lèttone quasi ogni giorno.
E un giorno verrà poi, che farò ammenda e vuoterò il sacco.
Intanto poso qui questo video: "Viņas soļi iet debesīs" (I suoi passi vanno in cielo)
E' interpretata dagli Autobuss debesīs, un'adorabile, genuina band lèttone, specializzata nell'interpretare pezzi di Kalniņš.
Con dedica speciale a Camilla.


mercoledì 6 ottobre 2010

Adesso va bene

Succede che l'ometto grande, all'ora dell'uscita, veda arrivare di fronte all'aula dell'asilo i genitori che vengono a riprendere i bambini, e scambi una mamma per la sua.
La delusione gli scende goccia a goccia dagli occhi.
Quando arrivo io, mi corre incontro e mi salta in collo. "Cosa è successo cucciolo?", gli dico io.
E lui con gli occhi lucidi: "Adesso va bene, adesso va bene. Non dire niente. Adesso va bene".

martedì 5 ottobre 2010

Essere di sinistra e amare Israele

"Vorrei parlarvi del mio problema. Non è una cosa di cui posso parlare a chiunque. Anche alcuni miei amici ce l’hanno, ma non li vedrete mai da Dr. Phil. Non ci sono gruppi di autoaiuto per questo problema. Arriva quando meno te lo aspetti. Diamogli un nome. Essere di sinistra e amare Israele."
Bradley Burston, giornalista di Haaretz, via Il Post.

Come promettere austerità e vincere le elezioni

Il Financial Times dedica una pagina al successo elettorale di Dombrovskis, quello che ha vinto le elezioni promettendo lacrime e sangue ai lèttoni per cercare di farli uscire dalla devastante crisi economica di questi ultimi anni.
E definisce stoico il comportamento di questi ultimi mesi del governo lèttone e dei suoi cittadini, che forse hanno tirato fuori questo coraggio perché abituati a passarne di peggio nella loro storia.

"Stay the course, Dombrovskis told voters, and they agreed to, perhaps showing the stoicism that comes from having lived through far worse maladies...
Similar recoveries are under way in neighbouring Lithuania and Estonia, making the Baltic region a showcase for those who argue that austerity is the only path to sustainable recovery for deficit-laden countries. The big question is whether Greeks, Spaniards and others are as stoical as Latvians."

Secondo me alla fine si montano la testa.

lunedì 4 ottobre 2010

L'hanno presa bene...

Secondo alcune agenzie di stampa, se nel prossimo governo lettone dovessero entrare i nazionalisti di Visu Latvijai il Cremlino potrebbe annullare il previsto viaggio a Mosca di Valdis Zatlers, presidente della Repubblica lèttone.
La delusione per Putin deve essere stata forte. Già si immaginava i filorussi di Saskanas Centrs alla guida del paese, con la prospettiva di allargare i diritti dei cittadini russofoni al mantenimento della propria lingua senza una specifica conoscenza del lettone, e a più stretti legami commerciali, a discapito dell'entrata nella moneta unica della Lettonia, che stime ottimistiche prevedono nel 2014.
Sul fronte interno, nei primi colloqui per la formazione del nuovo governo, il premier Valdis Dombrovskis ha mantenuto le porte aperte per un coinvolgimento diretto di Saskanas Centrs nella coalizione di governo, anche attraverso l'offerta di qualche ministero non di primo piano. SC ha detto di volerci pensare sopra, ma la loro intenzione sarebbe di entrare in una grande coalizione solo attraverso l'attribuzione di un significativo peso politico alla loro presenza al governo.
Nel caso in cui SC dovesse entrare al governo, i nazionalisti di Tevzemei un Brivibai e di Visu Latviaij potrebbero decidere di restare all'opposizione. Il viaggio di Zatlers a Mosca sarebbe dunque salvo.

domenica 3 ottobre 2010

I risultati delle elezioni in Lettonia

Il mio articolo sul risultato delle elezioni in Lettonia, pubblicato stamani da Il Post.

Valdis Dombrovskis, il trentanovenne primo ministro conservatore lèttone, è il vero vincitore delle elezioni per il rinnovo del Parlamento della Lettonia. Saskanas Centrs, il partito filorusso di tendenza socialdemocratica, che tutti i sondaggi dall'estate ad oggi davano in testa, ha subito un'inattesa battuta d’arresto. Jānis Urbanovičs, leader di SC, dunque non sarà il primo premier filorusso della Lettonia dal crollo dell’Urss. Toccherà con ogni probabilità nuovamente a Valdis Dombrovskisad assumere la guida del nuovo governo lèttoe. Questi i verdetti più significativi delle elezioni legislative che si sono svolte ieri in Lettonia.

Vienotiba (Unità), il partito del premier Dombrovskis, ha ottenuto la maggioranza relativa con circa il 30%, un risultato sorprendente, non solo perché Dombrovskis, da un anno alla guida del paese, ha dovuto mettere in atto negli ultimi dodici mesi una politica decisamente impopolare, fatta di lacrime e sangue, per evitare la bancarotta della Lettonia, ma anche perché le elezioni europee dello scorso anno e la clamorosa vittoria alle elezioni per il sindaco di Riga di Saskanas Centrs sembravano aver aperto la strada per un'affermazione del partito filorusso anche in queste elezioni legislative (in Lettonia quasi il 30% della popolazione è russofona).Evidentemente l'elettorato lèttone si è ricompattato di fronte alla minaccia di una forza politica filorussa che per la prima volta si presentava con una fondata possibilità di conquistare il potere nel paese, ma probabilmente ha anche premiato il grande sforzo di risanamento del bilancio dello Stato che la compagine governativa guidata da Dombrovskis ha intrapreso.

L'altro grande vincitore delle elezione è Aivars Lembergs, il sindaco di Ventspils, la più ricca e florida città della Lettonia, situata sulla costa occidentale. Proprio nella regione costiera di Kurzeme il ZZS, il partito dei verdi e degli agricoltori che candidava premier Lembergs ed è attualmente alleato di governo di Dombrovskis, ha riscosso una grande affermazione, che gli ha permesso di raggiungere a livello nazionale il 19%.
Il successo della coalizione di governo è completato dal buon risultato dei nazionalisti di Tēvzemei un Brīvībai (Per la patria e la libertà), che riescono a superare la soglia di sbarramento conquistando il 7.5%.
Le forze che hanno sostenuto il governo escono quindi con il 57% da questa tornata elettorale, risultato che consente a Dombrovskis di contare in una maggioranza abbastanza ampia in Parlamento (sono 100 i deputati del Parlamento lèttone), necessaria per continuare nella severa opera di risanamento dell'economia del paese.
La Lettonia è alle prese con la restituzione di un maxi prestito di 7,5 miliardi di euro che il FMI ha concesso l'anno scorso per salvare il paese dal fallimento, e c'era apprensione nei mercati finanziari internazionali per una possibile affermazione dei filorussi di Saskanas Centrs. Un governo guidato da SC avrebbe rimesso in discussione gli impegni presi da Dombrovskis sulla strada del risanamento, e sul mantenimento delle politiche di integrazione nell'Unione Europea perseguite dall'attuale governo, con l'obiettivo di entrare nell'euro a partire dal 2014.

I delusi di queste elezioni sono dunque le opposizioni, Saskanas Centrs e Par Labu Latviju (Per una buona Lettonia), che appena un anno fa avevano invece ottenuto una grande vittoria nella tornata elettorale che accoppiava le europee e le amministrative, riuscendo a conquistare il governo della capitale Riga, con Nils Ušakovs primo sindaco russofilo di Riga.
Saskanas Centrs (Centro dell'Armonia), con quasi il 26% è il secondo partito, conquista molti seggi in Parlamento e visibilità nel paese, ma è un risultato che non permette a Jānis Urbanovičs, leader di SC, di aspirare alla poltrona di primo ministro. SC si afferma comunque come una presenza importante e ormai ben identificata nella difesa degli interessi della popolazione russofona della Lettonia, che sembra aver scelto definitivamente di appoggiare una forza più moderata e costituzionale come SC, rispetto ai partiti estremisti e radicali russofoni.
Pessimo risultato per il vicesindaco di Riga Ainārs Šlesers, candidato premier di Par Labu Latviju, partito liberale guidato da un gruppo di imprenditori e possibile alleato di SC in Parlamento, che ottiene solo il 7,5%.
Rimangono fuori dal nuovo Parlamento gli estremisti russi di PCTVL che ottengono solo il 1,4%. Un vero crollo, rispetto al 9% ottenuto alle Europee dello scorso anno.
Resta comunque il paradosso di un paese in cui esistono enclavi con forte maggioranza di popolazione russofona, come nella regione di Latgale, dove Saskanas Centrs ottiene il 45% dei consensi, e nella stessa capitale Riga dove SC si conferma primo partito con il 39%.

Dunque l'opzione più probabile alla riapertura dei lavori parlamentari, che per la prima volta avranno solo cinque partiti rappresentati, appare la riproposizione di un governo sostenuto dall'attuale maggioranza di centro-conservatore, Vienotiba, ZZS e Tēvzemei un Brīvībai, con la riconferma di Valdis Dombrovskis premier, anche se poi nel Parlamento lèttone qualsiasi alleanza e maggioranza variabile è sempre possibile, compresa quella della grande coalizione, con Vienotiba e Saskanas Centrs a condividere, in un governo di ampia maggioranza, le dure politiche economiche che il paese necessita, e per non isolare del tutto in Parlamento una forza così vasta, che rappresenta la parte russofona del paese, una possibilità che Dombrovskis ha tenuto aperta nelle prime dichiarazioni subito dopo il voto. Un'altra eventualità sussurrata nelle ultime ore sarebbe quella di un appoggio esterno di SC al governo di Dombrovskis in cambio della presidenza di alcune commissioni parlamentari.

In ogni caso il voto di ieri descrive una Lettonia che sostiene il lavoro compiuto in questo ultimo anno da Dombrovskis, che da parte sua sa quanto resti ancora difficile il suo compito. "Non c'è ragione di essere euforici di fronte a questa vittoria, ci attende un duro lavoro" è stata la sua prima affermazione dopo il successo di ieri notte.

sabato 2 ottobre 2010

Gli exit polls delle elezioni in Lettonia

Dunque gli exit polls e i primi risultati delle elezioni in Lettonia premiano l'attuale maggioranza di governo del premier Dombrovskis, che dall'anno scorso ha messo in atto una forte politica di risanamento dell'economia del paese, costringendo i suoi concittadini ad affrontare grossi sacrifici.
Il partito filorusso di Saskanas Centrs, che nei mesi scorsi tutti i sondaggi davano in testa, sembra aver subito una inattesa sconfitta.
Gli estremisti russofili di PCTVL poi non sembrano neppure riuscire a superare lo sbarramento del 5% e dovrebbero rimanere fuori dal Parlamento.
Ad una prima analisi sembra che i lèttoni si siano stretti intorno alla coalizione di governo che in questo momento sembra l'unica affidabile per provare ad uscire dalla gravissima crisi economica in cui si trova il paese, ed abbiano espresso un voto di forte identificazione nazionale, scongiurando la possibilità che per la prima volta dal crollo dell'Urss un partito filorusso potesse entrare nel governo.

venerdì 1 ottobre 2010

Vēlēšanas (elezioni)

Domani si svolgono le elezioni in Lettonia. C'è un discreto fermento da quelle parti.
Stasera parla in tv il loro presidente della Repubblica. Intanto i numerosissimi partiti in competizione sono già alla ricerca di accordi post elettorali.
I verdi con i moderati lèttoni, i filorussi con il partito degli imprenditori, i nazionalisti lèttoni non si sa se superano lo sbarramento, i nazionalisti russi neanche.
Io mi ci sto appassionando molto, mi sembra di essere tornato ai tempi della prima Repubblica, gli accordi sottobanco, i governi che non si sa come vengono fuori, il primo ministro che può diventare chiunque fra i leader dei partiti.
In più in Lettonia tutti i partiti si sentono liberi di accordarsi un po' con chiunque. Un gioco bellissimo, insomma.
Mia moglie domani va a votare all'ambasciata a Roma. Potrà votare sulla lista la preferenza per i candidati, ma anche votare un meno per i candidati che proprio le stanno antipatici. Come dare i voti. Fantastico.