venerdì 31 dicembre 2010

Laimīgu jauno gadu

Ci piacerebbe tanto stasera trovarci in una qualche fattoria dello Zemgale, su quelle coperte soffici di neve e la vecchia quercia all'orizzonte, mentre fuma la tazza di caffé al balzams o il bicchiere di karsts vins.
Oppure in mezzo alla folla in Brivibas iela, a sporgerci sul ponticello sopra il canale ghiacciato, a guardare i fuochi, con i bambini che scendono sugli slittini dalla collinetta di Bastejkalns.
Invece ci accoccoleremo con gli ometti nei piccoli fuochi di casa nostra. Col cuore là, però.
Buon anno.

Foto da Tvnet.lv (ag. Leta)

giovedì 30 dicembre 2010

Un velo di ghiaccio su Mosca

Ci è capitato di vederla anche a Riga nei giorni scorsi.
E adesso ha coperto gli alberi e i monumenti di Mosca.
E' una cascata di fini cristalli di ghiaccio.
Una specie di pioggia ghiacciata, che avviene quando la temperatura in cielo è più calda che a terra, e la pioggia cadendo al suolo si trasforma in piccoli cristalli gelati, e forma un velo trasparente di ghiaccio sugli alberi, e stalagmiti sui tetti e sui monumenti.


Farsene una ragione

Quello grande: "Ma perché prima mi hai dato le botte?"
Quello piccolo: "Io no dato le botte."
Quello grande: "Si che me le hai date. Ma perché?"
Quello piccolo: "Io no botte."
Quello grande: "Ma mi sembrava di si. Ma perché?"
Quello piccolo: "Pecché, pecché... pecché botte."

mercoledì 29 dicembre 2010

L'Estonia entra nell'euro


Dal 1° gennaio l'Estonia entrerà nell'euro. L'avvenimento è seguito con grande interesse anche dai fratelli baltici, e in Lettonia si cerca di capire quali conseguenze potrà avere sull'intera economia della zona.
E' chiaro che l'introduzione dell'euro, oltre ad una situazione di maggiore salute economica dell'Estonia, comporterà una forte attrazione di investimenti esteri a Tallin. In Lettonia e in Lituania, che hanno forti legami sia in fase di importazione che di esportazione con l'Estonia, sperano che questo influisca positivamente sulle bilancie commerciali dei propri paesi.
Del resto le previsioni, l'ultima quella dell'Economist, dicono che nei prossimi anni ci dovrebbe essere un buon aumento del Pil della Lettonia, forse addirittura superiore a quello estone. Dopo le lacrime e sangue degli ultimi anni, fino all'approvazione da parte del governo Dombrovskis nei giorni scorsi di un bilancio di previsione per il 2011 con forti tagli sulla spesa e aumenti delle tasse, gli indicatori danno una speranza di rilancio dell'economia per i prossimi anni, che dovrebbe culminare nel 2014 con l'ingresso nell'euro anche della Lettonia.
Un'ulteriore segnale dell'attenzione con cui la Lettonia segue il debutto dell'euro in Estonia è data dal fatto che il premier lettone Valdis Dombrovskis per l'ultimo dell'anno sarà a Tallin, ospite del premier estone Andrus Ansip, per celebrare l'avvenimento. Sperando poi di poter ricambiare la cortesia nel 2014.

martedì 28 dicembre 2010

Una storia in un volto

Uno dei volti più interessanti di questi giorni natalizi in Lettonia l'ho scovato in una intervista sul portale Tvnet.
E' il volto di un poeta e traduttore che ricorda così tanto nei lineamenti, nell'espressione un po' torva e saggia, nel portamento orgoglioso di una folta barba bianca, nella pipa esibita come un prolungamento dell'anima, il mio amato Rigoni Stern.
Si chiama Valdis Bisenieks, è un poeta, poliglotta e traduttore. Ha tradotto in lèttone la Divina Commedia, lavoro per il quale ha anche ricevuto un premio, e dal tedesco il Faust di Goethe. Non gli piaceva un granché la traduzione del Faust che aveva fatto Rainis, il maggior poeta lèttone di ogni tempo, e così ci ha rimesso le mani sopra, senza alcun timore reverenziale nei confronti di quella vetta assoluta per la letteratura lèttone che è rappresentata da Rainis.
"Sì, dicono che il Faust tradotto da Rainis abbia maggiore musicalità suoni meglio, ma sono convinto che il mio è più realistico e aderente all'originale".
Vive a Dreiliņi, alla periferia di Riga, perché ha cercato di tornare a vivere vicino ai luoghi paterni. E non importa quanto freddo faccia fuori, quanta neve ci sia, preserva sacro il rituale della corsa quotidiana. Ha lavorato per trent'anni ad un dizionario tedesco-lettone, ha attraversato il lungo periodo sovietico ("in quel periodo era tutto un tale budino, da non trovare niente di cui si avesse davvero bisogno") custodendo e coltivando il suo amore per la poesia. Ha scritto anche lavori per bambini, come d'abitudine per ogni poeta lèttone, che nessuno ha voluto pubblicare, perché scritti in un'ortografia particolare, che volta a mettere in evidenza l'intonazione del verso.
Scrive due ore ogni giorno la mattina presto, e poi la pausa per il caffè con la moglie, la natura là fuori con cui preservare quel vitale e profondo rapporto.
Dicono sia poco conosciuto nel suo paese malgrado i meriti e il talento, quest'uomo dall'aspetto fiero e naturale. Un po' come fu in fondo anche Mario Rigoni Stern, lontano dai circoli letterari e dagli inutili cicalecci, nel suo altopiano veneto, finché fu vecchio e molti cominciarono a capire la ricchezza delle sue storie e della sua vita.

sabato 25 dicembre 2010

La mattina di natale in Uzvaras Parks

Uzvaras Parks e' un grande parco in Pardaugava, appena oltre il fiume. E' solcato da un piccolo torrente, il Marupite, qua e la' ghiacciato, con le anatre che si rincorrono sulle lastre bianche, fino a raggiungere l'altro parco della zona, Arkadijas Parks.
In Uzvaras Parks (il parco della vittoria, che ospita anche un grande monumento alla vittoria dell'Armata Rossa nella seconda guerra mondiale ed e' spesso teatro, nelle occasioni ufficiali, dell'orgoglio celebrativo dei cittadini russofoni di Riga), c'e' una grande spianata che in inverno diventa una pista da sci di fondo molto frequentata dagli abitanti di Riga e dintorni. C'e' pure una montagnola dove i bambini (e mica solo loro) si divertono a scivolare giu' con lo slittino o con improvisati basi di plastica per discesa.
Cosi' dato che Uzvaras Parks non e' lontano da casa nostra questa mattina di natale ne abbiamo approfittato e portando gli ometti a fare discese spericolate dalla montagnola di Uzvaras Parks. Quando siamo arrivati non c'era tanta gente. In cima alla montagnola, appena saliti, abbiamo sentito parlare italiano, fra un padre e un bambino che facevano discese. Poi lo abbiamo riconosciuto, era il proprietario del ristorante italiano di cui ho parlato questa estate e che mi ha cosi' colpito per la sua simpatia e la sua adattabilita' all'ambiente lettone. Una simpatica coincidenza ritrovarsi in quel piccolo francobollo di posto, in Pardaugava, la mattina di natale. Finche' non sono arrivati molti altri bambini con famiglie, in cima alla montagnola eravamo due italiani, tre bambini meta' lettoni meta' italiani, una lettone, e un paio di russi capitati li' in quel momento.
Ma poi scivolare dalla collinetta e affondare giu' in quel mare di neve faceva ridere nella stessa identica lingua.

venerdì 24 dicembre 2010

Il giorno della sera di natale

Ieri siamo andati a comprare l'albero. Poi mi e' toccato tagliargli un po' di rami e livellargli la base del tronco con una specie di coltello da cucina. Una fatica e le mani appiccicose di resina odorosa.
Oggi pero' siamo pronti a metterci le candeline e accenderle per sentire il profumo di abete spargersi per tutta la casa.
Intanto da ieri sera nevica e dicono non smettera per tutto il giorno. Qui la vigilia di Natale e' gia' un giorno festivo, lo chiamano il giorno della sera di natale, ed e' un giorno ideale per fare due passi in centro e respirare l'atmosfera natalizia, specie se poi il regista lassu' decide di far nevicare.
Poi stasera cena con ospiti, con i classici zirniši (un tipo di fagioli tradizionali a natale), piradziņi (brioscine calde ripiene di carne), piparkukas (biscotti allo zenzero che gli ometti hanno infornato ieri sera).
Priecīgus Ziemassvētkus!

mercoledì 22 dicembre 2010

Mescolanze

"Merry Xmas!"... "Merry Xmas!", mi ripete di nuovo la ragazza russa, stretta nel suo cappuccio di pelliccia, i jeans attillati e le scarpe coi tacchi alti che passeggia sulla neve di Kaļķu iela ad abbordare qualche turista. "Where do you come from?". "Es dzīvoju šeit", le rispondo in lettone sorridendole, per declinare con cortesia.
Riga in un tardo pomeriggio prenatalizio si confonde in luci morbide che si schiacciano sul bianco della neve. Il mercatino natalizio di Doma Laukums è pieno di odori e storie. E' proprio come ti aspetti che sia, ogni natale che passi qui, e come ti immagini che sia, ogni natale che la vita non ti porta qua. C'è ogni tipo di animale, alberello, campanella fatta di pan di zenzero, e il miele di acacia, e il "karst vins" per riscaldarsi, i guanti e i maglioni di lana. Ci sono quei bambini con le gote rosse e i ciuffi biondi che spuntano dai cappellini di lana, ed è ancora uno stupore vedere come i tuoi figli gli assomiglino tanto, e come quello piccolo ogni tanto ti chieda teju, piparkuku, o una fetta di bumbierite. E i tronchi di pino portati in giro per Vecriga da un corteo di elfi pagani in maschera, i discorsi beneauguranti, jauns spēks, veselība, il rogo in piazza, la musica che batte, quell'ingenua felicità che si nutre del poco della terra, della neve, dell'odore del pino che brucia.
E' tutta una mescolanza di lingue, e di sapori, e di profumi, e di colori poi che non riesci a fissarli tutti.
E come se non bastasse, il mio ipod in questi giorni suona quella musica ebraico etiopica degli Idan Raichel Project, che ho scovato da quel prezioso scrigno di Giusi, e che non finirò di ringraziare. Per non parlare poi di Trollope e del suo Barsetshire, che mi accompagna nelle sere quando fuori il bianco diventa ombra cinerea.

Nella foto una composizione di pan di zenzero in uno dei mercatini del centro di Riga.

martedì 21 dicembre 2010

Solstizio d'inverno


Stasera in Doma Laukums, in occasione del solstizio d'inverno, si festeggia la rinascita del sole. Si portano in giro tronchi di pino, si cantano canzoni tradizionali beneauguranti, e poi si torna in Doma Laukums per accendere una grande pira.


Nella foto in alto l'ingresso del mercato di natale in Doma Laukums. Nella seconda foto i figuranti del corteo in attesa di portare per le strade della citta' vecchia i tronchi che poi verranno bruciati.

domenica 19 dicembre 2010

A Mosca, a Mosca!

Un articolo pubblicato dal Post, del titolare del blog qui.

La visita ufficiale di questi giorni del Presidente della Repubblica lettone Valdis Zatlers a Mosca da Medvedev e Putin rappresenta qualcosa di storico. Intanto nelle dimensioni. Zatlers si porta dietro circa 190 fra ministri, esponenti del mondo economico e dell'impresa, istituzionale, culturale del paese baltico: mai una visita di stato fra i due paesi, fino a venti anni fa occupato e occupante, è stata di dimensioni così ampie. E poi per l'agenda degli incontri: si va dall'istituzione di una Commissione congiunta di storici che faccia chiarezza sul tribolato e sanguinoso passato, i numerosi accordi commerciali, economici e infrastrutturali fra i due paesi, la questione dei rapporti della Russia con l'Unione Europea e con la Nato compresa la questione dei visti, e infine la stipula di vari protocolli giuridici. Sullo sfondo dei colloqui fra Medvedev e Zatlers un punto fondamentale sara' ovviamente la questione dell'integrazione della minoranza russa (circa il 30% in Lettonia) e dei requisiti per il riconoscimento della cittadinanza lettone ai russofoni.
Insomma, a vent'anni dal crollo dell'Urss Russia e Lettonia provano a fare davvero la pace.
Ma questo appuntamento destinato a ridefinire nella sostanza profonda i rapporti bilaterali fra i due stati cade in un momento reso complicato da diversi eventi accaduti nelle ultime settimane. Intanto la recente vittoria elettorale della coalizione di centrodestra e l'appoggio esterno dei nazionalisti lettoni di Visu Latviaji! al nuovo governo Dombrovskis, con la sconfitta del partito filorusso di Saskanas Centrs.
Poi i cables svelati da Wikileaks sull'allargamento segreto del sistema di difesa Nato Eagle Guardian, ideato per la Polonia, ai tre paesi baltici, notizia che certo non ha messo di buonumore i russi.
Infine l'imbarazzante affare Kristovkis, il neo ministro degli esteri del governo Dombrovskis. Nella enorme delegazione lettone in questi giorni a Mosca colpisce la mancanza proprio del ministro degli esteri Kristovskis, che un mese fa, appena nominato il nuovo governo, si è trovato al centro di uno scandalo diplomatico, una specie di Wikileaks in salsa lettone. Appena votata la fiducia al governo sono venute fuori email private in cui Kristovkis si lasciava andare ad affermazioni discriminatorie nei confronti della minoranza russa (sulla priorità dell'assistenza medica ai lettoni prima che ai russofoni, sulla contesa di una piccola cittadina di frontiera oggi in territorio russo), tanto che l'opposizione gli ha presentato subito una mozione di sfiducia, da cui si è salvato per pochi voti. Si capisce che sarebbe stato imbarazzante per Zatlers portare con sè un ministro degli esteri così improvvido in una trasferta tanto delicata.
Insomma ci sarà da lavorare molto per ridefinire i rapporti fra i piccoli paesi baltici e l'ingombrante e invadente orso russo, ma la piccola invasione lettone di questi giorni al Cremlino può segnare un momento storico nella relazione fra Russia e Lettonia, e risultare benefica anche nell'ottica dei rapporti di Mosca con l'Unione Europea e la Nato.

Una domenica mattina a Riga

Stamani sono uscito con l'ometto grande e sotto una neve leggera abbiamo preso il tramvaij per farci una passeggiata in centro a Riga.
Ci siamo fatti un paio di foto sotto l'alberone di natale eretto sul punto in cui la leggenda vuole sia stato innalzato il primo albero di natale della storia, cinquecento anni fa.
E poi fra i marciapiedi innevati di Riga vecchia, ci siamo avviati verso una delle nostre Kafejnica preferite, a mangiare un dolcetto di cioccolato e bere un buon te' caldo.
Infine un salto nei mercatini natalizi sparsi per la citta' vecchia, perche' l'ometto non puo' rinunciare al suo gallo di zucchero, e per ammirare le decorazioni in pan di zenzero di casette, coniglietti, alberi di natale nei banchini dei dolci.
Insomma una normale domenica prenatalizia, nel nostro posto delle fragole.

sabato 18 dicembre 2010

Il senso dei lettoni per la neve

In effetti mentre eravamo in viaggio avevamo un po' l'idea che dietro di noi, in particolare in Toscana, si stesse scatenando la tempesta. Il pilota dell'Air Baltic mentre attendevamo il decollo in pista da oltre un'ora faceva lo spiritoso, chiedendoci pazienza che gli addetti all'aeroporto di Roma erano alle prese con quei due o tre fiocchi di neve da togliere dalla pista, un fatto inusuale per lo scalo capitolino.
Poi siamo arrivati a Riga, in un tardo pomeriggio a -10 di temperatura, con una neve folta e spessa sulla citta', la pista di atterraggio sgombra seppur giacchiata, i monti di neve ai lati, e in citta' tutti i mezzi di trasporto che funzionavano come sempre, macchine, autobus, taxi, tramvai, treni.
Quelle cose che noi chiameremmo miracoli.

lunedì 13 dicembre 2010

Quanto costa la neve?

A Riga in questi giorni hanno già spalato via dalle piazze e dalle strade principali oltre 18 mila metri cubi di neve, pari a 2700 campi di calcio, ripuliti e trattati con prodotti anti scivolo. Sembra che il comune abbia speso già mezzo milione di lats (circa 750 mila euro) per questi interventi, che proseguiranno nei prossimi giorni. Insomma, tirano la città a lucido in attesa del nostro arrivo.

sabato 11 dicembre 2010

I dieci anni più belli della nostra vita


Riga ieri sera era in mezzo ad una bufera di neve. Anche in un paese abituato agli inverni più duri, ieri era difficile viaggiare, gli autobus, i tramvaj, i trollejbus tutti in difficoltà fra i sentieri di neve e vento siberiano della città.
Eppure ieri sera l'Arena Riga era strapiena. I Prāta vētra tornavano a suonare dal vivo dopo due anni dal loro clamoroso concerto del Mežaparks, in occasione dell'uscita del loro nuovo album, una raccolta del best dei loro ultimi dieci anni.
Che sono poi anche i dieci anni più belli della nostra vita, mia e di chi me li ha fatti conoscere. E quei ragazzi ci hanno messo le note, su cui abbiamo viaggiato e ballato.


Qui "Četri Krasti" dal concerto del Mežaparks del 2008, che del concerto di ieri sera all'Arena Riga su Youtube gira ancora roba poco ascoltabile...

venerdì 10 dicembre 2010

Preparativi

Tālāk
Il tempo di far spalare un po' di neve dalla pista d'atterraggio all'aereoporto di Riga, e fra qualche giorno ci atterriamo anche noi.
Gli ometti già fremono d'impazienza, il loro primo Natale immersi nella neve, nei mercatini di Doma Laukums, nel profumo di zenzero e cannella dei piparkukas dentro ogni casa, in ogni bottega, i colori, il freddo pungente, e quella luce bianca che si riflette dalle strade innevate.
Si vive un po' per cose così.

giovedì 9 dicembre 2010

Chi ha inventato l'albero di natale

Il Post pubblica un articolo del titolare del blog qui, in tema natalizio.

Una disputa natalizia sta vivacizzando le atmosfere innevate e luccicanti del Baltico. Estonia e Lettonia si stanno contendendo a colpi di inchieste giornalistiche e schermaglie istituzionali l'origine dell'albero di Natale.
Riga, la capitale della Lettonia, da sempre rivendica con orgoglio di aver ospitato il primo albero di natale della storia. Sono molte le leggende e le storie riguardo a chi per primo ha avuto l'idea di ornare un albero con ghirlande, candele e varie decorazioni, che spaziano dai miti pagani teutonici alle prime celebrazioni del natale luterano, ma proprio a Riga, in piazza del Municipio di fronte alla Casa delle Teste Nere, c'è uno stemma in terracotta deposto sul punto in cui sarebbe stato innalzato il primo albero di natale nel 1510, che si ritiene fosse stato ornato da decorazioni di carta e poi bruciato in segno di buon augurio per l'arrivo dell'inverno.
A Riga quindi festeggiano quest'anno i 500 anni dalla nascita dell'albero di natale, e per l'occasione hanno organizzato vari eventi ed oltre ad un albero gigantesco eretto proprio sul punto in cui era situato il progenitore, hanno posto da diversi mesi, in una piazza vicina, una torre metallica con un gallo in cima ed un orologio che scandisce i giorni e le ore che mancano al 25 dicembre.
In tutte queste celebrazioni si è inserita a fare da guastafeste l'Estonia. La radio pubblica estone sabato scorso ha trasmesso un lungo programma in cui si sostiene che il primo albero di natale fu creato a Tallin, nel 1441, secondo quanto sostiene lo storico estone Jiri Kūskemā. Gli estoni hanno persino dato del "Grinch" ai lettoni (il famoso cattivissimo personaggio del libro di Seuss ripreso dal film di Ron Howard che ruba il natale agli abitanti di un paesino) che a loro dire hanno osato rubare loro la primogenitura dell'albero decorato.
Il sindaco di Tallin di recente in vacanza a Riga ha rivolto un provocatorio saluto al sindaco lèttone augurandogli buone celebrazioni per i 500 anni dell'albero di natale di Riga e ricordandogli che il loro albero estone festeggia invece il suo 569° compleanno.
Ma dato che estoni e lèttoni sono e rimangono pacifici fratelli baltici, i due sindaci sono arrivati a concordare sulla supremazia del Baltico nella celebrazione dell'albero di natale, simbolo del paganesimo baltico che si è trasferito con grande successo e popolarità nelle feste dell'Europa cristiana. Di questo entrambi i paesi vanno certamente orgogliosi.

Vignetta da Diena.lv

martedì 7 dicembre 2010

Wikileaks svela i piani segreti Nato di difesa del Baltico dalla Russia

Fra i documenti pubblicati da Wikileaks è venuto fuori un piano segreto della Nato per la difesa dei paesi baltici dalla Russia, all'indomani dell'attacco russo della Georgia (ne parla anche Il Post). Si chiama Eagle Guardian, il piano che ufficialmente prevede la difesa del territorio polacco, ma che all'inizio di quest'anno è stato esteso anche a Lettonia, Lituania ed Estonia e tenuto segreto per non suscitare crisi diplomatiche con l'ingombrante vicino russo.
In realtà i tre paesi baltici data la vicinanza, la potenza e le caratteristiche ancora sostanzialmente autoritarie della Russia, non si sono mai sentiti del tutto fuori dal clima della guerra fredda, anche se ora la vivono dall'altra parte della barricata.
I timori per una riestensione dell'influenza russa, politica, economica e finanche militare sul Baltico, non sono ancora scomparsi, e la presenza di forti minoranze russe nei tre paesi baltici sono un fattore di instabilità interno ed esterno ancora potente e preoccupante.

lunedì 6 dicembre 2010

La stagione della pesca su ghiaccio



"Com'è il ghiaccio?"
"Vieni vieni, tranquillo! E' già abbastanza spesso!"

Credo sia una forma di istinto ancestrale. Come vede formarsi il primo sottile strato di ghiaccio sui laghi e sui fiumi del suo territorio, il pescatore lèttone subisce una forma di attrazione irresistibile, si arma di canna da pesca e attrezzo per carotaggio e parte.
E ovviamente anche quest'anno il primo vero gelo invernale ha dato il via alla stagione della pesca sul ghiacchio. Con relativi incidenti mortali, perché poi il ghiaccio ancora è poco stabile, non abbastanza spesso, e si rischia molto se si è sprovveduti oppure, in alcuni casi, se i fumi dell'alcool appannano la coscienza.
Insomma, già all'apertura della stagione c'è già stato qualche pescatore che si è avventurato su ghiacci troppo teneri e ci ha rimesso la vita. Le autorità mettono in guardia, ma la vista di un bel lago ghiacciato e l'idea di tutti quei pesci sotto la lastra pronti ad abboccare è un richiamo troppo forte.
Però che bello vederli, quando si passa il ponte sulla Daugava, seduti su quello specchio di ghiaccio a tendere l'amo e a masticare quel buon freddo del baltico.



domenica 5 dicembre 2010

sabato 4 dicembre 2010

La manifattura del sapere


Nel 1737 il Marchese Ginori acquistò la Villa di Doccia a Sesto Fiorentino e ne fece il luogo in cui far nascere le manifatture artistiche delle sue porcellane. Fece venire dalla Germania due esperti artigiani, uno perito di chimica con il compito di dirigere la manifattura e portarla al livello delle porcellane di Sassonia, l'altro che si occupava di sviluppare un giardino botanico nella Villa. Arrivarono poco dopo anche altri esperti artigiani, il fornaciaio Giorgio delle Torri, esperto di terre e impasti, e il pittore e doratore Von Zirnfeld.
Nel corso dell'Ottocento la Manifattura di Doccia dei marchesi Ginori diventò un gioiello di produzione artistica di porcellane e ceramiche. Dava lavoro e pane a circa millecinquecento famiglie sestesi, tanto da divenire il vero motore dell'economia del paese, suo sostentamento e ricchezza.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale la produzione della Manifattura della Richard Ginori (la famiglia milanese dei Richard intervenne nei primi del '900 in aiuto dei Ginori) si spostò più a valle nel territorio di Sesto, lasciando di fatto abbandonata la vecchia Villa di Doccia.
Dai primi anni '90 il Comune di Sesto si è impegnato nella ricostruzione della Villa, gravemente danneggiata dal tempo e dall'incuria. Ed oggi, 270 anni dopo l'arrivo del Marchese Ginori, la Villa di Doccia ritorna a vivere ospitando la Biblioteca comunale di Sesto Fiorentino e il polo culturale della sua città.
Dalle manifatture artistiche delle porcellane, alla manifattura della cultura e del sapere. Dove si impastavano terre, ora si impastano parole. Sempre roba buona.