domenica 27 febbraio 2011

Il discorso del re

"Poi mi sono detta: balbetta splendidamente. Lo lasceranno in pace..."

Io gli avrei dato l'oscar anche solo per questa battuta.

Una scontata boy band per i lettoni all'Eurofestival

Come al solito i lettoni ci mettono tanto impegno, fanno selezioni su selezioni, poi due semifinali, una finale con votazioni del pubblico e giudizio di una giuria, e scelgono le peggiori cose da mandare all'Eurofestival.
Quest'anno hanno scelto una two boys band, tale Musiqq. Che non si possono ascoltare. Eppure hanno fatto fuori anche il favoritissimo Lauris Reiniks, che in confronto a loro era comunque oro.

Per me i migliori comunque erano i Pieneņu vīns, un gruppo che fa un pop jazzato piuttosto raffinato. Sì, poi in quella bolgia dell'Eurofestival se li mangiavano, insieme al jazzista italiano. Ma almeno era una scelta raffinata.

Qui sotto la canzone dei Pieneņu vīns. Qui invece un po' di link di altre canzoni: ce n'è anche una scritta dal compianto Martinš Freimanis, interpretata dai Blitze, che tutto sommato era buona per vincere un biglietto per l'Eurofestival.

sabato 26 febbraio 2011

I due colombi temerari

Lo scandire del tempo, nel Baltico, ha un sapore tutto particolare. Se ne tiene conto, si alza lo sguardo alla ricerca dei primi uccelli migratori, si annusa l'odore del vento, si tengono d'occhio i rami degli alberi, pronti a scovare le prime gemme che si intrufolano in mezzo ai cristalli di ghiaccio.
Tutto l'anno nel nord d'Europa è fatto di piccoli eventi che si ripetono, che battono il ritmo della vita, che aiutano ad orientarsi.
Ecco, in un villaggio nella Lettonia occidentale, a Grobiņa sono spuntati due colombi selvatici. Non si sa bene cosa ci facciano già qui, con tutto il ghiaccio, il vento, le temperature sotto zero che ancora incombono sul baltico. Ma loro sono arrivati, incoscienti messaggeri di primavera.
Poi, quando le temperature si saranno addolcite un po' e i ghiacci avranno cominciato a ritrarsi dal mare, dai laghi, dai rami degli alberi, spunteranno le pavoncelle, le gru, le oche, le anatre.
E poi tutti attenderanno le prime cicogne bianche che dall'Africa voleranno fino alle campagne baltiche per fare estate sui nidi posti sopra i pali e sui tetti dei capannoni e delle stalle che i contadini dello Zemgale staranno già preparando.
Poi verrà Jaņi, e il sole a far maturare il grano. Il tempo che batte.

(La foto dei colombi giunti a Grobiņa viene dal sito www.latvijasputni.lv)

giovedì 24 febbraio 2011

Riflettendoci...

Che poi, a pensarci bene, il marciapiede di piazza Pitti, dove è stato ieri l'ometto, non è proprio un marciapiede qualsiasi.

mercoledì 23 febbraio 2011

Punti di vista

Allora Fabio, oggi siete stati con la scuola alla Galleria Palatina, vero? Che hai visto? Che c'era al museo?

"Il marciapiede. Davanti al museo c'era il marciapiede."

......

Disegnare favole sulle foto

Le favole disegnate dentro le foto di Johan Thörnqvist stamani proiettano quell'atmosfera da sogno che ci voleva proprio. Dopo che ieri sera con gli ometti abbiamo finalmente visto il dvd di Cattivissimo me, con quello piccolo rimasto a bocca spalancata per tutto il film.
E quello grande che speriamo poi ci racconti almeno un po' dei colori e dei quadri che stamani ha visto alla Galleria Palatina con la sua scuola.

Gli altri bellissimi disegni di Johan Thörnqvist pubblicati da Il Post oggi, sono qui.

martedì 22 febbraio 2011

Latvian Music Awards

Stasera ci sono i Music Awards 2010 lettoni.
Faccio un gioco e voto i miei preferiti.
Miglior canzone: Prāta vētra – Gara diena (c'era qualche dubbio?)
Artista pop: Goran Gora (ma temo fortemente vincerà Lauris Reiniks)
Artista rock: Igo
Alternative music: Trianas Parks
Miglior debutto: Trianas Parks

Per le altre categorie non ho la minima idea, ma che almeno nella musica folk vinca qualcosa che si suoni con il kokle.
E tu, Camilla?

Aggiornamento: i premi assegnati.


lunedì 21 febbraio 2011

Tiešām man?

Ma guarda un po', che proprio oggi quei ragazzi là fanno uscire un video dal loro ultimo concerto.
Me lo prendo come regalo, tutto per me. Paldies puisi!

domenica 20 febbraio 2011

L'autostrada sul mare ghiacciato

Il mar Baltico è un'immensa tavola di ghiaccio in questi giorni.
I ricercatori svedesi dicono che il ghiaccio nel Baltico non era così vasto da 15 anni.
Tanto che in Estonia hanno aperto un'autostrada lunga 25 km che collega le isole di Saaremaa e Hiiumaa con la terraferma estone. Dice che ci possono passare camion fino a 2,5 tonnellate di peso.
Che sensazione deve essere, una tavola di ghiaccio che si trasforma in un'autostrada, sopra al mare.
Guidare sul mare. Sembra un libro di Baricco.

giovedì 17 febbraio 2011

Una scena che mette i brividi

Ieri sera a casa nostra guardavamo il telegiornale lettone. C'era un servizio sulle esercitazioni dell'esercito. In questa settimana, in cui la notte si arriva a -30 e il giorno la temperatura resta sui -17 i militari vengono addestrati a sopravvivere ad una caduta in un pozzo d'acqua in mezzo ad un lago ghiacciato, dovendo risalire da soli con l'aggiunta del peso del proprio zaino.
Una scena che, come dire, mette i brividi.
La mamma degli ometti, rabbrividendo, ha detto che mai e poi mai vorrebbe vedere i suoi ometti costretti a questa prova tremenda.
Meno male che in Lettonia il servizio militare non è più obbligatorio.

martedì 15 febbraio 2011

Sarà merito dell'orsetto della felicità...

Non conta la grave crisi economica, gli aumenti delle tasse, la riduzione degli stipendi, un tasso di disoccupazione fra i più alti d'Europa.
In Lettonia la percentuale delle persone che si dichiarano felici è ancora alta, il 63%, addirittura quattro punti in più rispetto allo scorso anno, secondo un sondaggio effettuato dalla SKDS.
Il miglior risultato resta quello registrato nel 2005, durante gli "anni grassi" in cui la Lettonia fece il suo ingresso nella UE, quando il 69% dei lettoni dichiarava di ritenere felice la propria vita.
Sembra dunque che il "tasso di felicità" prescinda in qualche misura dai fattori economici e sociali del paese, e venga influenzato da molti altri fattori.
Sono più felici le famiglie con figli (70%) rispetto a quelle senza figli (58%), le donne (65%) rispetto agli uomini (60%), i lavoratori del settore privato (69%) più di quello pubblico (65%).
Anche il grado di istruzione è una variabile importante per il grado di soddisfazione della propri vita. Le persone con un'istruzione superiore si dicono più felici (71%) rispetto a quelli con istruzione primaria (48%).

Insomma, forse è grazie al laimes lacis (l'orso della felicità nell'immagine sopra) personaggio celebre di un racconto per bambini che porta la felicità nei villaggi di campagna.
O forse è l'aria che si respira lì, un fatto di luce riflessa sulla neve, o il verde brillante di rugiada dei campi nello Zemgale, o i profumi del bosco dopo una notte di pioggia. Magari anche una buona birra mentre si guarda in tv una partita di hockey. Però in fondo, sentirsi felici in Lettonia non è una cosa poi tanto difficile.

lunedì 14 febbraio 2011

Sdolcinatezze baltiche

Breve elenco, stucchevole e diabetico, dei diminuitivi di parole più dolci che si usano in lettone (soprattutto oggi ma non solo), secondo un sondaggio effettuato per il giorno di San Valentino da una catena di negozi in Lettonia.

zaķītis (coniglietto)
saulīte (solicino)
mīļumiņš (piccolo caro)
kaķīš (gattino) anche nelle varianti mincītis e runčuks
lāčuks (orsetto)
bumbulītis (palloncino)
saldumiņš (dolcetto)
cukuriņš (zuccherino)
bubucis (non so bene cosa vuol dire ma ci chiamiamo sempre l'ometto grande così)

N.B:
š si pronuncia sh, c si pronuncia z, č si pronuncia c dolce.

Berlusconi con la k

Oggi i siti web lettoni sono pieni di foto e di notizie sulla manifestazione delle donne di ieri.
Avvertenza, non è che i giornali lettoni sono anarco-insurrezionalisti, è solo che la c dura loro la scrivono k, per cui diventa Berluskoni.
Ci hanno messo anche un sacco di foto.



sabato 12 febbraio 2011

giovedì 10 febbraio 2011

Posti dove si vorrebbe essere


Al teatro di Colonia per vedere Gundars Abolinš nei panni di Oblomov, diretto da quel genio di Alvis Hermanis.
Ecco, mi basterebbe anche prima dello spettacolo aggirarmi fra la scenografia.

mercoledì 9 febbraio 2011

Una volta, la vita a Chernobyl

Il Post pubblica bellissime foto di Gerd Ludwig, un fotografo del National Geographic, che spesso torna nelle zone devastate dall'incidente nucleare e cattura immagini uniche, spesso anche rischiando la salute. E' il suo progetto, "The long shadow of Chernobyl".

martedì 8 febbraio 2011

Govorìt Moskva, anche alla tv lettone


Se uno munito di telecomando si accomoda in poltrona, in un salotto qualsiasi a Riga, o Ventspils, o Valmiera, o in qualsiasi altra cittadina lettone, scorrendo i canali sintonizzati si ritroverà davanti la maggior parte delle televisioni che trasmettono in lingua russa.
Fanno unica eccezione le due reti pubbliche, LTV1 e Ltv7. Le altre due reti private lettoni, LNT e TV3 già alternano le cose. Se c'è un film straniero lo doppiano in lettone e mettono i sottotitoli russi, se è in programma un film russo, lasciano l'audio in originale e lo sottotitolano in lettone. Gli altri canali, quelli digitali o cablati, sostanzialmente sono tutti russi, e tutti in russo parlano. Ne viene fuori un contesto televisivo fortemente sbilanciato verso il russo, tenendo conto anche del fatto che la parte di popolazione russofona del paese è per lo più residente in città, ed a Riga in particolare, e quindi abituata a guardare la televisione più spesso che la popolazione lettone nelle zone di campagna. E' un pubblico più televisivo e commerciale, quello russo, rispetto a quello lettone. E ovviamente anche il mercato pubblicitario tende a rivolgersi di più alle televisioni che programmano in lingua russa.

Il direttore di LNT, la rete privata lettone, ha chiesto che il Parlamento faccia una legge per tutelare lo spazio informativo in lingua lettone, sostenendo anche attraverso finanziamenti pubblici le televisioni private lettoni che trasmettono in madrelingua, contribuendo a salvaguardare quello spazio di informazione in lettone che è sempre più minacciato dallo strapotere commerciale russo. Programmi famosi e seguiti dal pubblico lettone trasmessi da LNT come il serial “Ugunsgrēks”, e i programmi di approfondimento “Tautas Balss” (Voce del popolo), “900 Sekundes“, “Nekā Personīga” (Niente di personale) rischiano di scomparire.
In Estonia tenevano la guardia bassa, poi i disordini del 2007 fra le due comunità linguistiche, estone e russa, hanno convinto il governo a sostenere attivamente e finanziariamente le trasmissioni televisie in lingua estone.
Insomma questa è la situazione nei due paesi dove la minoranza russofona si sente tanto discriminata, ma non davanti alla tv almeno.

Nella foto "l'antennona" che si erge a Zaķusala, un'isola nella Daugava nel mezzo della città di Riga.

domenica 6 febbraio 2011

Novella bianca (Imants Ziedonis)

Ieri è caduta la prima neve.
Ecco ora tutto è bianco. Così bianco, che non si riesce a distinguere niente. La gallina bianca ha fatto un uovo bianco e lo ha perso nella neve.
Il gallo bianco ha cantato una bianca canzone, gli è uscita dal becco, si è ghiacciata ed è rimasta lì appesa come un ghiacciolo. Alla scoiattola bianca sono nati bianchi scoiattolini, che sono saltati sui rami bianchi degli alberti, e la scoiattola non riesce più a trovarli.
Tutti gli alberi - bianchi, vado per il bosco, e non riesco a capire, dove sono gli alberi, dove il bianco giorno.
Si alzano bianchi i fumi dai camini, e nella boccetta l'inchiostro è diventato bianco - non so neanche se voi potete leggere quello che scrivo. Stamani ho pulito gli stivali - anche la cera era bianca.
Nella Gauja bianca ho lanciato l'amo, ho tirato su un luccio bianco, l'ho aperto - nella pancia aveva un anatroccolo bianco (ingoiato in un solo boccone!), ho messo nella coda dell'anatroccolo questo disegno, e l'ho lasciato filare via.
Se lo prendete, dategli da mangiare, bloccategli le ali, perché non scappi via, e tutte le sere scaldategli la pancia con una borsa di acqua calda, bianca.
Quando farà un uovo giallo, allora scrivetemi!

Il mio indirizzo: TALPA BIANCA, JURMALA.

PS: Potete anche mandarmi un disegno, solo - di colore bianco, senza nessuna riga nera.

sabato 5 febbraio 2011

La lunga marcia dell'Eurofestival

Ora, non è proprio il caso di fare i sarcastici. Nel nord e nell'est europeo in particolare è un'evento molto sentito, l'Eurofestival.
Lo prendono talmente sul serio che le selezioni per scegliere l'artista che rappresenterà il proprio paese cominciano già in questo periodo, anche se poi l'Eurofestival si svolgerà a maggio, in Germania, nazione che ha vinto l'ultima edizione. In questa edizione ritorna a partecipare anche l'Italia. Io non è che ne sentissi la mancanza...

In Lettonia intanto stasera cominciano le selezioni, con la prima semifinale, ovviamente in diretta TV.
In rigoroso stile autarchico per valorizzare l'uso della lingua lettone che sta così a cuore a tutto il paese... tutte le canzoni in gara saranno cantate in inglese. Che è un po' il vizio ormai cronico di questa manifestazione. Il suo valore sarebbe quella di presentare una vera produzione in lingua originale di ogni nazione partecipante, invece ormai ogni nazione presenta artisti che cantano in inglese per catturare il maggior consenso possibile e scimmiottare il pop internazionale più trivio e banale.
Dunque stasera in Lettonia cominciano le loro selezioni, con la prima semifinale. Poi sabato prossimo la secondo semifinale, dove c'è quello più famoso di tutto il lotto dei partecipanti e probabilmente favorito, Lauris Reiniks.
Per me, scorrendo i partecipanti, l'unica cosa interessante da seguire direi che sono i Triānas parks.
Ci provarono già l'anno scorso con questa canzone qui sotto ma gli fu preferita Aisha, bambolina pop che sembrava più adatta al "contest". Infatti fu eliminata subito.

venerdì 4 febbraio 2011

La prima partita a dama

E' venuto dunque il giorno della prima partita a dama con l'ometto grande.
Insegnargli come si fa a mangiare una pedina, vederlo pensare alla prossima mossa, col ditino puntato sul mento e lo sguardo posato su quella fragile e preziosa trama di concentrazione a cui cerchiamo di invitarlo, suggerirgli qualche volta una mossa con prudente discrezione.
E poi vederlo mettere in fila le pedine che ha mangiato, per farle diventare un trenino, a cui la fantasia sempre lo chiama.
La lunga, paziente marcia per coltivare l'attenzione richiede compromessi e moderazione.
Chè è bello poi tornare a sedersi sulla nuvola e guardare il mondo da lassù.

giovedì 3 febbraio 2011

I bellissimi 97 anni di Margarita Stāraste


L'anziana signora ritratta in questa bellissima foto è Margarita Stāraste, forse la più famosa disegnatrice lèttone. Ha appena compiuto 97 anni.
Casa nostra è piena di libri, illustrazioni e personaggi creati da Margarita Stāraste, e insomma mi sembrava giusto celebrare l'avvenimento.
In 66 anni di attività ha scritto e illustrato circa 100 libri, oltre ad aver illustrato decine di opere di altri autori. Le sue opere sono state tradotte in varie altre lingue, tedesco, ceco, lituano, russo, inglese, e anche giapponese.
Zīļuks, uno dei suoi personaggi più famosi, è diventato adesso un film di animazione, che nei prossimi giorni parteciperà al 61° Festival di Berlino.

mercoledì 2 febbraio 2011

Essere cittadini di due Paesi


L'ometto grande ha il doppio passaporto. Glielo facemmo quando aveva un paio di anni, pensando che poi le pratiche burocratiche, ai check-in e nei vari uffici in Lettonia, sarebbero state più semplici con un passaporto lettone.
Sbagliato, perché poi tocca rinnovarlo ogni due anni, e bisogna avere con sé lo stato di famiglia perché ogni volta che lasciamo il territorio lettone rischiamo di passare per trafugatori di bambini con cittadinanza lettone. Però in fondo ci piace che l'ometto grande abbia due passaporti e due cittadinanze, anche se lui in disprezzo dell'orgoglio lettone si rifiuta di parlarne la lingua. Per contraddizione quello piccolo, che già spiccica lettone, non ha il doppio passaporto, ché ci sembrava troppo faticoso fare le stesse trafile fra rilasci e rinnovi. Sapendo che poi al diciottesimo anno di età avrebbero dovuto comunque scegliere fra la cittadinanza italiana e quella lettone.

Adesso il presidente Valdis Zatlers ha invitato il parlamento lettone a ridiscutere le norme che regolamentano la doppia cittadinanza, per renderne più facile l'adozione e il suo mantenimento anche dopo la maggiore età.
Ormai la Lettonia, dice Zatlers, è un paese abbastanza forte e ha consolidato le sue istituzioni, per poter allargare le maglie della concessione della cittadinanza a quelle generazioni e a quei figli di lettoni che vivono e lavorano all'estero, specie nella Unione Europea e nel continente nordamericano. Questo per rendere più forte e stringente il legame di questi figli di lettoni con il paese della loro madre o del loro padre.
Insomma le cose cambiano. Magari cominciamo a fare la foto tessera anche di quello piccolo.

martedì 1 febbraio 2011

L'Estonia è ancora un paese baltico?


No, secondo l'accademico estone Endel Lipma.
L'Estonia ormai assume una politica che è molto più simile a quella dei paesi scandinavi che a quella dei paesi baltici. Questa è l'opinione di Lipma, membro dell'Accademia delle scienze dell'Estonia e già deputato al parlamento estone.
"Dobbiamo smettere di parlare di tre paesi baltici, in quanto ne sono rimasti solo due (Lettonia e Lituania). L'Estonia non è più un paese baltico, di fatto si comporta come un paese scandinavo.
Lipma è convinto che dopo l'ingresso nell'euro (avvenuto il 1° gennaio scorso) l'Estonia abbia prospettive di grande sviluppo economico, tanto da poter arrivare fra i primi cinque paesi europei più ricchi, a patto che il paese continui in una politica economica prudente e senza indebitamenti."
Dal 1997 in Estonia è stato creato un fondo di riserva di stabilizzazione, da utilizzare per eventuali situazioni di crisi, reso possibile da politiche economiche attente alla spesa e al controllo del deficit.
(fonte Kasjauns.lv)

C'è sempre stata una sana rivalità fra gli estoni e gli altri due fratelli baltici, lettoni e lituani, più simili fra loro. Il fratello estone è sempre stato considerato quello più avveduto, moderno, tecnologicamente avanzato e dall'atmosfera più marcatamente scandinava. Gli altri fratelli un po' più sognatori e ridanciani, più propensi a vivere alla giornata e spendere il possibile.
Ecco, a casa nostra l'ometto grande è quello estone, il piccolo decisamente lettone.