martedì 20 dicembre 2011

"Quello è mio fratello!"

Gridava così l'ometto piccolo, mentre io e sua madre cercavamo di tenere fermo l'ometto grande per mettergli un collirio nell'occhio infiammato.
La scena era questa: lei lo teneva fermo sul letto, io cercavo di mettergli la medicina cercando di aprirgli l'occhio che lui serrava stretto mentre berciava che non voleva.
E l'ometto piccolo, lì accanto a noi, che ci ringhiava contro, esclamando: "Fermi, lui è mio fratello! Lui è mio fratello!"

6 commenti:

Clode ha detto...

noi fratelli minori abbiamo sempre una marcia in più!
;-)

elena petulia ha detto...

Bellissimo. Mi ricorda una volta che mia sorella piccola si era fatta male con un chiodo dai nonni. Io la nascosi per evitare che la portassero al pronto soccorso per i punti.

Bartleboom ha detto...

Fra quei due scattano dei meccanismi difensivi sorprendenti.. Salvo poi che fra di loro se le danno di santa ragione, ma guai se il pericolo arriva dall'esterno...

Artemide Diana ha detto...

ah, e io che credevo fosse il ritornello di: "Questo è l'occhio bello..."

"E questo è suo fratello"

(questa è la chiesina e questo il campanello: driiiiiin!)

Buon Natale, Bart.

(Sai che in marzo la compagnia delle poete sarà a Firenze? Senza di me, purtroppo)

Bartleboom ha detto...

Buon natale a te, Jacqueline!!!

Ma che ingiustizia scusa, viene a Firenze la Compagnia e tu no!

Artemide Diana ha detto...

Dimmelo a me! Questi invitano per una performance il sabato, il venerdì si prova e io... lavoro!