sabato 24 novembre 2012

Il soprabito di seta


Jānis Ziemeļnieks (1897 - 1930) è stato uno dei maggiori poeti lettoni del primo novecento. Ha avuto, come altri poeti e scrittori lettoni di quel tempo, una vita tribolata e difficile, finita prematuramente. Aveva 33 anni quando morì drogato d'oppio, che usava per curare una grave malattia renale.

Fece un sacco di cose in quei 33 anni, dal calzolaio al farmacista, dal fotografo al giornalista. Ma soprattutto scrisse: poesie, favole per bambini, racconti.
Era un sognatore, malinconico e ironico. Aleksandrs Čaks, altro grande poeta di quell'epoca, disse di lui: "...scriveva solo su ciò che lo torturava, lo toccava, lo possedeva più intensamente. Sembrava che addirittura rendesse artificialmente ancora più triste e dolorosa tutta la sua vita, così da poter creare poesia da se stesso… La sua poesia gli ha mangiato il cuore, ha assorbito tutta la sua breve e travagliata vita, poiché alla poesia ha donato non solo il suo talento e la sua mente, ma anche tutti i suoi sentimenti e istinti…"

"Il soprabito di seta" è un racconto in cui invece prevale la feroce ironia, con cui Ziemeļnieks sapeva descrivere certi tratti della nuova borghesia lettone di quel primo novecento.


Il soprabito di seta
di Jānis Ziemeļnieks

Il giorno del suo ventitreesimo compleanno la signora Apse ebbe la sgradevole sorpresa di ricevere in regalo da suo marito, al posto del tanto desiderato soprabito di seta, un banale braccialetto di pietre finte. Per di più era seccata dal fatto che il marito, giustificandosi per i tempi difficili, si era vestito con tutta calma e se n’era andato al lavoro, senza far tanto caso alle sue lacrime, che quella volta scendevano copiose e a buon diritto.
Così quando il maggiordomo annunciò l’arrivo di Pēteris Gorens, la signora Apse smise di singhiozzare e ricevette l’ospite, come consolazione per il suo triste destino, dato che almeno Gorens si interessava a lei...

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